La Madonna della Libera

4 luglio 2013

Le mani della Madonna della Libera sembrano accogliere amorevolmente i pellegrini e il cardinale Monterisi, pellegrino in terra di Molise. Tre giorni densi di momenti di spiritualità e di religiosità per chiudere, con sobrietà  e grande fede popolare, il VI centenario della Madonna della Libera a Cercemaggiore. Segni che si  sono incastonati tra loro a ricucire la stessa matrice cristiana del Molise, come ha sottolineato il Cardinale. Una regione che può vivere di natura, turismo e, soprattutto, di una fervente religiosità popolare.  L’accoglienza presso la Madonna di Castelpetroso,  ai cui piedi si inginocchiò Giovanni PAolo II nel 1995, ha inaugurato la visita di Monterisi, rimasto estasiato da una natura incontaminata che la regione Molise offre.  I vari appuntamenti si sono susseguiti in modo ordinato, con un popolo attento e partecipe, che ha colpito il cardinale.  Nell’omelia della concelebrazione conclusiva,  con  l’arcivescovo metropolita mons. Giancarlo Bregantini e i Vescovi  Visco e gemma, il PAdre Provinciale dei Domenicani dell’Italia meridionale e PAdre Gaetano Gaggiano, rettore del Santuario, Monterisi ha sottolineato la profonda collaborazione nell’unità che ha contraddistinto le  Autorità  civili e politiche.  IL commento delle parole che  Papa Francesco gli ha affidato hanno commosso i presenti.  “sappiate dunque che il Papa vi ama” ha  sottolineato Monterisi, e che ringrazia quanti professano la devozione alla Madonna della Libera. Un’omelia centrata sulle Mani della Statua, che  sembrano indicare due atteggiamenti: Maria che, con i segni della croce disegnati sulle palme delle mani,  respinge i nemici che tentano di assalire i suoi figli e nello stesso tempo la Madre  che   rivolge le mani a Dio per ottenere le grazie  implorate dai suoi figli.  Dunque Maria della Libera è segno di  profonda “comunicazione di fede con Cristo e con il Padre, con l’ispirazione dello Spirito Santo. “

 

In quelle mani, ha continuato il cardinale in un silenzio devoto del popolo molisano,  sono incise le croci dell’umanità. Una croce  che  rende tuttavia “l’uomo forte e libero, sereno e gioioso”. In linea con le parole del Papa, Monterisi  offre  nella sua omelia una catechesi della gioia che combatte le catene della società post-moderna, che si manifestano  nella tristezza “quando diamo spazio al nostro egoismo, al nostro attaccamento al danaro, quando siamo legati alle meschine  forme di ipocrisia e di falsità, pure in materia religiosa.”

Il cardinale ha poi richiamato le parole di Mons. Bregantini che, nel presentare il Centenario ha scritto “come le mani della Vergine Maria,  le nostre mani siano sempre pure, non si macchino mai di ingiustizia, non grondino di sangue, siano invece aperte alla fiducia e sappiano essere mani di perdono e di incontro”.   Ritorna il tema delle mani: segno della responsabilità dell’uomo nei confronti della società,  del creato.  L’umanità si è proiettata verso il progresso attraverso le mani, quelle stesse mani che oggi stanno distruggendo  l’opera del creatore. Un richiamo forte, a questo punto, alla vera testimonianza del cristiano attraverso Maria. Citando  l’espressione di Papa Francesco ” Cristiani addormentati“, il cardinale, che ha vissuto  molte  esperienze pastorali in zone del mondo a rischio, ha sottolineato  il male che colpisce i cristiani  tiepidi, che perdono fervore, volontà e perfino la pratica religiosa.  La Madre che si venera sotto il titolo della Libera a Cercemaggiore  diventa custode della libertà dei figli di Dio e…”questo ci farà sentire sereni,  liberi da ogni male, per andare speditamente verso Gesù.”

Una concelebrazione vissuta e partecipata dai fedeli di tutto il Molise e in  particolare dai cercesi ma anche dai tanti abitanti della valle del  Tammaro che l’hanno eletta  a loro patrona e da tanti altri che  emigrati, la ricordano e  ne sono devoti. LA testimonianza di un legame così forte è nella stanza degli ex voto del Santuario di Cercemaggiore, icone della sofferenza offerta a Gesù per Maria.   Questo Sesto centenario non si  chiude con  le celebrazioni collettive, ma apre  alla speranza il popolo molisano che, sotto tante forme venera la Madre  e a lei si rivolge  nei momenti di difficoltà.  Mentre la visita del Cardinale  sta per concludersi,  nel cuore  di tutto il popolo cristiano, attraverso questa statua   dalle mani segnate dalla croce, echeggiano le parole di Papa Francesco affidate al Cardinale Monterisi: “Com’è prezioso l’esempio della Madre di Dio! Esso muove i fedeli ad una profonda fede in Dio e ad un’unione spirituale sempre più stretta con Cristo suo Figlio”.

 

 

L’addetto Stampa

 

Rita D’Addona

 

 

 

 

 

 

 

 

 

. Il mio augurio è quello con cui San Paolo salutava i cristiani di Roma, alludendo alla loro liberazione dal peccato e da ogni male, quasi avendo in mente la Madonna Immacolata predetta da Dio nel libero della Genesi: “Il Dio della pace schiacci presto Satana sotto i vostri piedi”. E COSÍ SIA!